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Dottore, può guarirmi?

Dottore, può guarirmi? - Dottore, mi ascolti!

Talvolta il cambio di prospettiva è di estremo supporto alla terapia

Quando siamo malati desideriamo che qualcuno si prenda cura di noi

Fa anche parte dei ricordi di infanzia: i momenti di influenza erano quelli in cui più ci sentivamo protetti e coccolati, arrivavano i regali a sorpresa, ci veniva chiesto cosa volevamo mangiare, …

In un certo senso, in qualche modo, ci siamo convinti che la malattia si vinca abbandonandoci a chi si prende cura di noi.

Poco a poco abbiamo trasferito questo concetto sul medico.

E spesso il medico ha incentivato questa convinzione, sicuro di sapere cosa fare, ben supportato dai farmaci sempre più potenti ed efficaci, il medico stesso ha lanciato il messaggio: “io so cosa, fare, io ti curo, limitati a lasciarti curare”.

Peccato che non sia sempre così!

Nella malattia, come nella vita, è necessaria una partecipazione attiva.

Quindi spesso cambiare prospettiva, entrare nell’ordine di idee che prima di tutto siamo noi a dovere e voler far qualcosa per curarci e guarirci, è un elemento indispensabile.

Molti studi hanno dimostrato l’aumento di efficacia delle terapie, e la riduzione dei tempi di guarigione, quando il paziente partecipa attivamente alla cura.
Pensateci!