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Il counseling sanitario - attività infermieristica nel pronto soccorso

Il counseling sanitario - attività infermieristica nel pronto soccorso - Dottore, mi ascolti!

Federica Bonati, Anna Maria Gentile Il counseling sanitario, con particolare riguardo all’attività infermieristica nel pronto soccorso Mondo Sanitario 3/2011

Un articolo italiano, che forse è meno noto di quanto merita. L’articolo riporta un’esperienza reale, di un ospedale italiano, che ha introdotto corsi di counseling per il personale infermieristico del pronto soccorso.

Obiettivo duplice:
  • migliorare il servizio e il supporto al paziente, spesso costretto anche a lunghe attese
  • offrire al personale infermieristico tecniche che gli consentono di ridurre lo stress personale.
È soprattutto il secondo punto che mi ha affascinato, perché risulta troppo spesso sottovalutato, e anch’io spesso non ho dato a questo aspetto l’importanza che merita.
Evidenti appaiono i vantaggi che ne derivano per tutti gli attori del percorso diagnostico-terapeutico. In primo luogo l’utente, il quale, attraverso rapporti più armonici col personale sanitario, avrà maggiori possibilità di ricevere un’informazione pertinente alle proprie esigenze, e grazie ad essa imparerà, per quanto possibile, a convivere con la propria malattia, potrà partecipare attivamente alla sua gestione; affronterà quindi con minore sofferenza i momenti critici (terapie, controlli, ecc.), facendo un minore ricorso al pronto soccorso o al ricovero in ospedale. 
In definitiva, vedrà meglio assecondati i propri bisogni assistenziali e conseguirà un miglioramento della qualità di vita. 
Altrettanti benefici ne trarranno i familiari e i caregiver in genere, in quanto l’acquisizione delle competenze, fornitegli dai curanti, necessarie per poter gestire l’assistenza durante il percorso di cura, consentirà loro di riconoscere i bisogni del proprio congiunto e di poterli soddisfare, anche nei momenti critici, con sufficiente autonomia e minore sofferenza. Infine, gli operatori, che vedranno arricchita e migliorata la propria identità umana e professionale, godendo della maggiore gratificazione professionale derivante dall’opportunità di approfondire il rapporto interpersonale con utenti e familiari e di coinvolgerli attivamente nei programmi di cura, riducendo così la possibilità di equivoci, tensioni e conflittualità. 
Per gli infermieri, in particolare, l’attività di counselor consente di ridurre lo stress emotivo e la possibilità del burnout. 
Rappresenta, soprattutto, una conquista qualificante nella propria vita professionale perché modifica il modo di rapportarsi agli altri.
Complimenti!