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In preda al panico!

In preda al panico! - Dottore, mi ascolti!

Meta programmi

Storia

Dottore, mi dica che sta scherzando! Non può essere necessario il ricovero e l’operazione. Lei mi ha detto che non ho nulla di grave.

Signor Bianchi, mi creda. Nessuno dei suoi esami fa sospettare qualcosa di grave, però è necessario operare. Non ci sono farmaci per il suo disturbo, e se non interveniamo potrebbero esserci dei rischi. Ma stia tranquillo. Ha visto anche lei che non è stata richiesta l’urgenza né per il ricovero né per l’operazione.

È proprio questo che mi terrorizza! Se fosse qualcosa di urgente non avrei tempo per spaventarmi e pensarci su. Ma così, so già che passerò le prossime settimane in preda a crisi di ansia.

Domande

Non pensate all’aspetto clinico, o a cosa potrebbe avere il signor Bianchi: nei casi pratici si parla di comunicazione, non di medicina.

  • Quale particolare aspetto del comportamento, del modo di pensare, del signor Bianchi spiega questa sua paura?

Risposte

Quale particolare aspetto del comportamento, del modo di pensare, del signor Bianchi spiega questa sua paura?

La PNL (Programmazione neurolinguistica) ha identificato alcuni comportamenti e attitudini, definite Meta Programmi, che permettono di capire il comportamento umano.

Ho trovato varie definizioni di “cosa sono” i Meta Programmi:

  • scorciatoie di pensiero
  • euristiche di pensiero
  • programmi interni che l'individuo utilizza (spesso a livello non consapevole) per decidere verso cosa ed in che modo dirigere la propria vita
  • mappe delle mappe, metastrategie, automatismi attraverso cui una persona decide quale strategia adottare

Io penso ai Metaprogrammi come attitudini e abitudini che in condizioni di dilemma indirizzano spontaneamente le nostre scelte, le nostre strategie e i nostri comportamenti.

Il termine dilemma è stato scelto per il suo significato letterale: alternativa fra due contrastanti soluzioni e non per indicare il senso traslato del vocabolo: problema. Intrinsecamente nel dilemma non c’è dramma!

I meta programmi vanno infatti due a due e ciascuno di noi, in determinate situazioni, applica spontaneamente l’uno o l’altro: non esistono vie di mezzo.

Però va ricordato che non applichiamo necessariamente lo stesso meta programma in tutte le situazioni: ad esempio ci sono persone chiaramente Verso in ambito lavorativo e Via da nella propria vita privata, altri usano il referente interno nei loro comportamenti sociali, ma quando sono con la mamma il referente diventa esterno, e così via.

Uno dei Meta Programmi più utili e semplici da individuare è il “Verso o Via da”.

Possiamo, cioè, suddividere le persone in due gruppi:

Verso = coloro che si attivano se spinti verso un obiettivo, desiderosi di raggiungere qualcosa di cui vedono i lati positivi

Via da = coloro che si attivano per fuggire da un problema, evadere da una situazione di cui vedono i lati negativi

Alcuni testi identificano i “verso” come ottimisti e vincenti, e i “via da” come pessimisti e perdenti, ma sinceramente questa definizione mi sembra limitativa e pregiudizievole.

Il signor Bianchi presumibilmente utilizza il meta programma verso, ma nel caso particolare in cui ciò che si prospetta, ciò verso cui andiamo, è ritenuta un’esperienza negativa, si possono scatenare ansie e paure.