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Aiutami ad aiutarmi

L’aiuto più importante è l’attesa

L’aiuto più importante è l’attesa - Dottore, mi ascolti!

Spesso vorremmo che le persone a noi più vicine ci aiutassero. Ma sai qual è l’aiuto più grande?

Cosa significa, per te, venire aiutato? Ognuno ha una sua, personale, risposta e una sua personale visione.

Non esiste, in questo come in tanti campi, il giusto e lo sbagliato: qualunque risposta tu dia è quella giusta, per te, in questo momento. Forse domani ne darai una diversa.

C’è però una forma di aiuto difficile da comprendere per il paziente, difficilissima per il caregiver, ed estremamente utile ed efficace. Forse è l’aiuto più grande che potrai ricevere.

Si tratta dell’aspettare. Colui che vuole, fortemente, dare aiuto al paziente offre ripetutamente il suo supporto, ma poi attende che il paziente esprime le sue necessità.

Può darsi che il paziente si senta incompreso, sicuramente chi vuole aiutare si sente impotente durante l’attesa, forse persino frustrato.

Ma serve, e molto.

Serve perché il paziente che prende in mano la gestione quotidiana della sua malattia diventa protagonista, proattivo, efficace, mentre la passiva richiesta vaga di aiuto lo rende più impotente e in balia della situazione.

Serve perché spesso il caregiver offre l’aiuto che lui pensa possa servire, o che lui stesso vorrebbe ottenere se fosse nei panni del paziente, ma raramente è quello che serve, e talvolta diventa persino un’imposizione.

Serve perché il paziente che arriva ad esprimere cosa gli serve accoglie i propri limiti e debolezze e supera quindi alcuni degli scogli che si incontrano nel vivere una malattia.