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L’importanza del linguaggio

L’importanza del linguaggio - Dottore, mi ascolti!

Ciò che si dice, e come lo dice, non sono “neutrali”: è dimostrato che possono avere sia effetto placebo che effetto nocebo.

In un precedente articolo (Perché mi tratti da imbecille?) abbiamo invece visto come certe espressioni o modalità linguistiche possano “irritare” il paziente. Sia chiaro, il problema non è che il paziente si irrita, e neanche che potrebbe cambiare ospedale. Il vero problema delle frasi sbagliate, come contenuto o come modalità espressiva, è che si riduce l’effetto placebo che può essere ottenuto, fino a crearsi un effetto nocebo di sfiducia del paziente verso il medico o verso la terapia o verso l’intero sistema.

Un paziente convinto di non poter guarire, di non poter migliorare, di non poter combattere efficacemente la sua malattia, crea una sorta di profezia che si auto avvera in quanto non seguirà adeguatamente la terapia prescritta e le indicazioni ricevute. L’operatore sanitario ha sì in genere minore autorevolezza del medico, ma ha una presenza più continuativa presso il paziente, fino a diventare colui che crea il clima, possibilmente di serenità e, perché no, allegria che circonda il malato e i suoi familiari.

Esistono però anche modalità linguistiche di rinforzo, che potenziano l’effetto placebo, la fiducia, l’ottimismo.

Molte di queste modalità linguistiche derivano dal Milton Model, un sistema linguistico spontaneamente creato da Milton Erickson, uno dei più noti psichiatri del ventesimo secolo, e codificato dai fondatori della PNL.

Nei prossimi articoli vedremo quali frasi possono essere usate, in quali situazioni e con quali obiettivi, per rafforzare l’effetto placebo.

È un sistema semplice, ci sono numerose prove della sua efficacia, non costa nulla: perché non provare?