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Le Posizioni percettive: utili al paziente

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Le posizioni percettive: il mondo da diversi punti di vista

La definizione di posizione percettiva viene dalla PNL, ma il concetto di mettersi nei panni altrui è proprio di ogni cultura: i nativi americani lo esprimevano come “indossare i mocassini dell’altro”. Eppure in questo caso non parliamo di empatia, ma di un sistema più complesso e strutturato.

Il concetto di posizione percettiva esprime sostanzialmente il punto da cui osservo ed esamino la realtà: è una modalità di visione del mondo e di interpretazione di ciò che accade.

Esistono quattro possibili posizioni percettive, e dunque quattro diversi punti di vista:

  • il proprio (1° posizione)
  • quello dell’interlocutore (2° posizione)
  • quello di una sorta di mediatore, coinvolto, ma neutrale (3° posizione)
  • quello di una persona totalmente estranea, osservatore esterno (4° posizione)

Il proprio punto di vista è definito “di forza”, è la posizione che potenzia l’affermazione di sé e l’autostima. Osservare le cose dal proprio punto di vista, dalla prima posizione percettiva, aiuta a chiarire “cosa voglio io, qual è il mio obiettivo”.

Il punto di vista dell’interlocutore è definito “di compassione” e aumenta l’empatia. Osservare le cose dal punto di vista dell’altro, dalla seconda posizione percettiva, aiuta ad immedesimarsi, a comprendere i bisogni e i desideri altrui e le motivazioni dell’altro.

La terza posizione percettiva è definita “di mediazione”, ed è quella che incentiva un compromesso tra ciò che voglio io e ciò che vuole il mio interlocutore.

La quarta posizione percettiva è definita “di negoziazione” poiché la visione sistemica dall’esterno, che tiene conto dei desideri di entrambe ed osserva i possibili compromessi, induce a cercare una nuova soluzione basata su bisogni profondi, non necessariamente espressi durante il dialogo, ma comunque osservabili.

Spesso con la malattia le relazioni personali, con familiari e amici, si complicano e la tecnica delle posizioni percettive, un vero e proprio esercizio di flessibilità mentale, può aiutare a ristabilire relazioni armoniche.

  • Guardando dalla 1° posizione il paziente può comprendere meglio le proprie necessità.
  • Passando in seconda posizione può capire il punto di vista dell’altro.
  • Dalla terza posizione può cercare un compromesso e infine, dalla quarta posizione, è possibile trovare una soluzione soddisfacente per entrambe.

Queste le basi teoriche: prossimamente vi racconterò come ho usato le posizioni percettive durante i primi mesi della mia malattia.