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Mi verrebbe da ridere, se non fosse tragico

Mi verrebbe da ridere, se non fosse tragico - Dottore, mi ascolti!

È di questi giorni la lettera della dr.ssa Silvera Ballerini, farmacista, a Repubblica e riportata anche da Farmacista 33. Non posso tacere.

Prima di tutto vi riporto le frasi che mi hanno toccato, da Farmacista 33:

Centottanta. Tanti sono i giorni di assenza dal lavoro per malattia in un anno solare che il mio contratto nazionale del lavoro prevede come limite massimo. Trascorso tale comporto (il periodo di tempo durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto), oltre a rischiare di poter essere licenziato, non hai più diritto ad alcuna indennità. Cioè vai a stipendio zero. … Nessun altro contratto ha condizioni analoghe solo noi e il commercio. …

L’inizio della storia è la diagnosi di una patologia oncologica, il cui trattamento prevede chemio e radioterapia. Capite perché mi sento coinvolta?

E intanto sui media dilaga la polemica che sia opportuno fare chemioterapia o seguire altre strade, più umane, alternative.

Beh, poco importa, e se non fosse tragico, mi verrebbe da ridere.

Io, lavoratrice con partita IVA, non ho neanche i quelli, ma trovo comunque disgustoso quei 180 giorni, di cui non sapevo, che a quanto pare sono previsti da alcuni contratti, e in cui sono inclusi i giorni di terapia.

E se poi penso alle migliaia di impiegati pubblici che accedono in maniera fraudolenta alla legge 104, mi incazzo pure. Vi prego: comprendete bene ciò che dico. La legge 104 è più che giusta, se ci sono le condizioni vere per ottenerne i benefici, che poi benefici non sono ma sarebbero sacrosanti diritti del disabile, a cui però dovrebbe pensare anche lo Stato ... Chi deve accudire un disabile, talvolta in condizioni disperate, ne ha pienamente diritto. Ma ogni giorno si scoprono migliaia di persone che vi accedono grazie a certificati falsi.

Bene, dunque, preoccupiamoci dei decimali del PIL, facciamo lunghi dibattiti, molto accesi, ascoltando Dalema, litighiamo su Benigni.

Eccomi, anch’io, a sterili polemiche: il referendum è importante, la politica economica altrettanto.

Ma la presa per i fondelli è pesante.

Inventiamo terapie efficaci, a cui poi avranno accesso solo pochissimi, paghiamo contributi per pensioni che non vedremo, facciamo campagne per far nascere bambini a cui nessuno potrà provvedere, …

Forse il Medio Evo era più equo: c’erano i ricchi e i servi, e se nascevi servo era inutile illudersi.

Ora si cerca di portarci ad una costante guerra tra poveri, che distragga dai benefici dei potenti. Ovvio che ho pensato ai mei primi 180 giorni, concludendo che … piuttosto che niente è meglio piuttosto, e vergognandomi subito dopo dei miei stessi pensieri.

Se fossimo persone serie in un Paese serio, proporrei l’indennità di malattia, una sorta di reddito garantito, ma già mi vedo migliaia, o milioni, di falsi malati, dotati di certificati medici attestanti patologie inesistenti.

E allora portiamo il vecchietto a dover contribuire a pagare l’operazione alla cataratta. Certo, non siamo soli: negli USA, nello Utah, la mamma paga un contributo per poter prendere in braccio il neonato dopo il parto perché quel gesto non è compreso nell’assicurazione sanitari. Sappiate che mal comune non è mezzo gaudio.

Il profeta Isaia scrisse “Dio acceca quelli che vuole perdere”.

Non credo che pensasse alla cataratta dell’ottantenne del terzo piano, ma ad un altro tipo di cecità, che include la cecità interiore e l’incapacità di vedere le conseguenze delle azioni.

Dio acceca quelli che vuole perdere. E invece che mandare un nuovo diluvio universale, ha deciso da anni di accecare l’umanità intera, con governanti maldestri e governati che, democraticamente, votano per l’autodistruzione.

 

P.S. I migliori auguri alla Dr.ssa Ballerini. Vedrà che, nonostante le difficoltà, andrà tutto bene. Non sarà facile, ma ... ce la possiamo fare!