Dottore, mi ascolti! Salute, comunicazione e benessere
Home » 4 Passi in galleria » Aiutami ad aiutarmi » Ogni aiuto è prezioso, forse

Aiutami ad aiutarmi

Ogni aiuto è prezioso, forse

Ogni aiuto è prezioso, forse - Dottore, mi ascolti!

Chopin: un prezioso specchio dei miei comportamenti

Chopin è un gatto. Tecnicamente sì, è un gatto. Ed è molto di più. È il mio gatto (o, meglio, io sono la sua umana) da 16 anni. Non è l’unico gatto di casa nostra, ma è il mio, il mio compagno, socio, maestro.

Ha vissuto con me gli anni della malattia, dormendomi adosso durante i mesi di terapie, quando il divano era la mia sede principale. Lui, che non ama il contatto fisico, ha trascorso mesi straiato sopra di me, facendo le fusa, aiutandomi a guarire.

Ora è anziano, acciaccato, e in queste settimane di caldo soffre parecchio.

Io mi preoccupo, mi angoscio, lo controllo, lo spio.

Lui si rintana in angoli della casa di cui praticamente ignoro l’esistenza. Io lo cerco, lo trovo. Lui alza la testa, mi saluta. La prima volta. Se vado a controllarlo troppo spesso prima mi ignora, poi cambia posto, costrigendomi ad una nuova caccia al tesoro.

Il messaggio è chiarissimo: non starmi troppo addosso.

Due settimane fa si è fatto male, ed è arrivato lui da me a farmi vedere la zampa sanguinante. Forse pensava che potessi curarlo con la forza del pensiero perché quando l’ho bloccato per la medicazione ho ottenuto diversi graffi. Poi si è accoccolato a fianco della mia scrivania. Ho fatto partire una serie di meditazioni di guarigione che ha apprezzato, facendo le fusa. Terminata la meditazione, andava via, a farsi i fatti suoi.

Ora fa davvero caldo, troppo caldo.

Non si presenta alle solite ore dei pasti, e io vado in paranoia. Lo cerco, piatto in mano (in questi giorni pur di farlo mangiare comprerei anche caviale beluga!).

Apprezza, lecca, mangiucchia. Poi mi gira le spalle. Chiaro messaggio di Ho mangiato abbastanza, cavati dai piedi.

Se mi ripresento dopo un tempo che lui ritiene troppo breve, mi ignora. Se insisto, cambia posto allontanandosi dalla stolker.

Chopin mi somiglia: apprezza l’aiuto, lo chiede quando è proprio nei guai, ma detesta che gli si stia troppo addosso.

Il malessere, o il dolore, per lui come per me è qualcosa che si affronta in solitudine, possibilmente dormendo e allontanandosi dal mondo.

Gli altri due gatti di casa sono totalmente diversi. Come mio marito affrontano dolore e sofferenza richiedndo a gran voce la perenne presenza, la totale attenzione, e mille piccoli gesti.

Ricevere aiuto è per ciascuno qualcosa di diverso. E la relazione di aiuto tra paziente e caregiver è un non facile equilibrio da ricercare.