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Un team tutto per me

Ognuno per sé, e che Dio ti aiuti!

Ognuno per sé, e che Dio ti aiuti! - Dottore, mi ascolti!

Gli anni passano, gli acciacchi aumentano e visite mediche ed esami pure. Con qualche problema.

Le conoscenze, in medicina, sono molte, molto ampie e variegate. Tanti organi, tante patologie, tanti possibili terapie e supporti terapeutici.

Ben vengano gli specialisti, ultra competenti e sempre aggiornatissimi.

Però…

A mio avviso il però è enorme.

E lo dico a ragion veduta.

Io sono paziente oncologico in remissione. Accetto le tante visite ed esami, e il mio medico di riferimento è il mio oncologo.

Mio marito ha parecchi anni più di me. non ha patologie particolarmente gravi, ma ha diverse patologie. I medici che “lo seguono” sono tre: geriatra, oculista ed endocrinologo. I farmaci giornalieri sono 10, più varie ed eventuali.

  • Il medico di base riceve su appuntamento, un paio di settimane dopo che lo richiedi, non risponde al telefono e si limita a trascrivere, quando necessario, ricette ed esami.

Ogni medico chiede esami e prescrive. Nessuno guarda, o considera, l’insieme: il paziente.

La visita più recente è stata dall’endocrinologo, che ha aggiunto un paio di farmaci alla lista.

Mi sono avventurata a chiedere se dovevo prestare attenzione a qualcosa, effetto indesiderato o interazione tra farmaci: la politerapia ha sempre qualche rischio.

Ho anche osato chiedere una relazione sullo stato endocrinologico di mio marito da consegnare al geriatra al prissimo controllo. Mi ha guardato malissimo. Poi si è reso conto che ero sul piede di guerra e ha scritto la relazione precisando, però, che era abbastanza inutile: il geriatra fa il geriatra e l’endocrinologo fa l’endocrinologo! Testuali parole.

Il paziente è più o meno un insieme di pezzi che, secondo alcuni specialisti, sarebbe meglio che non fossero in relazione tra loro.

Con un sospiro un po’ angosciato penso a Patch Adams: se curi una malattia puoi vincere o perdere, ma se curi una persona vinci sempre.