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Ridiamoci su: che paziente siete? 2° parte

Ridiamoci su: che paziente siete? 2° parte - Dottore, mi ascolti!

Continuiamo a sorridere, con un pizzico di ironia e autoironia

Il dubbioso

Non è mai sicuro di alcunché. Fargli rispondere con un semplice sì o no è un’impresa titanica: ad una domanda aperta può raccontare tutto e non dire assolutamente nulla.

Non è mai certo di aver capito, né le domanda né la posologia. Chiederà chiarimenti al medico, alla segretaria, al farmacista e al vicino di casa.

Non sa se la cura gli ha fatto bene, pensa di sì, ma ha qualche dubbio.

Ritiene di aver seguito la terapia prescritta, ma per sicurezza la ripete nei dettagli. Per ogni dubbio che gli viene chiarito ne trova cento di nuovi.

Nota per il medico: se siete per carattere pazienti, siate certi dell’apprezzamento divino, altrimenti mettete in gioco tutta la vostra autorità e non dategli il minimo spazio. Per ogni dubbio che ha lui, abbiate dieci certezze voi. E calcolate sempre un tempo maggiore del normale per i suoi appuntamenti.

L’approssimativo

Se doveva portare gli esami, ne avrà lasciato a casa la metà. La sintomatologia è sempre complessa perché la racconta in maniera confusa e frammentata.

Se doveva farsi vedere dopo due mesi, ne sono passati tre, oppure si ripresenta dopo quindici giorni.

Più o meno ha seguito la terapia, ma quel più o meno fa tremare i polsi.

Non riesce proprio ad essere preciso, e quando ci prova la confusione aumenta.

Nota per il medico: evitate la somministrazione di farmaci in gocce, o con emivita breve che debbano esser presi ad orari precisi, dategli indicazioni e informazioni scritte, e confidate sempre nell’Angelo custode dei distratti, che non si lamenta del superlavoro e in qualche modo provvede sempre.

Lo smemorato

Ha dimenticato a casa gli esami.

Arriva in anticipo, o in ritardo, all’appuntamento perché ha dimenticato l’ora.

Non ricorda il nome del medico da cui va, ma cerca di fornirne il profilo in modo che lo identifichino gli altri.

Non ricorda il nome dei farmaci che sta prendendo: usa una crema in un tubetto col tappo bianco e delle pastiglie tonde arancioni che gli aveva prescritto l’altro medico uno o due anni fa, non ricorda bene quando.

Nota per il medico: quando prendete appunti per l’anamnesi lasciate molto spazio si correggerà almeno venti volte. Delle patologie dei genitori non ricorda nulla. Guai a chiedere se da bambino ha avuto le malattie esantematiche: lui non ricorda, ma potrebbe voler telefonare alla zia per cercare di darvi una risposta.
A differenza dell’approssimativo, a cui non importa nulla di darvi risposte parziali, lui vorrebbe essere precisissimo, ma gli è impossibile. Se gli date istruzioni scritte, dimenticherà il foglio sulla scrivania, e di quello che dite ne scorderà la metà nel percorso per tornare a casa.
Potete promettere una gratifica alla segretaria e dirgli di telefonare ogni volta che ne ha bisogno, potete raccomandargli la vostra farmacia di fiducia, dove il farmacista sa cosa prescrivete di solito, potete suggerire che venga accompagnato da qualcuno.

In ogni caso fate in modo che regoli il conto appena uscito, altrimenti se ne dimentica.

Il MALATO

Non esiste malattia che non abbia avuto, ad esclusione di quelle che avrà in futuro.

La sua anamnesi completa è più lunga di Guerra e Pace.

Se c’è un rischio di effetto collaterale per un farmaco, lui è quel caso, anche se la probabilità è 1:100.000.

Ha solo malattie reali: lui lo stress lo sa gestire e non ha mai problemi psicologici. Al massimo è stanco e ha bisogno di ferie.

Farà puntualmente tutti gli esami, prenderà tutte le medicine e si presenterà puntuale a tutti i controlli.

Nota per il medico: pensate al giuramento di Ippocrate e rassegnatevi! Se siete uno specialista potete contare sul fatto che la prossima volta avrà una malattia completamente diversa, che non vi riguarda più.