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Ridiamoci su: quale medico evitare? 1° parte

Ridiamoci su: quale medico evitare? 1° parte - Dottore, mi ascolti!

Stiamo vivendo un periodo difficile. Ridere, o almeno sorridere, è una delle strade migliori da percorrere in questi momenti. Quindi … ridiamoci su. Senza malizia e offesa, solo ironia.

Lo sterminatore di vizi

Un bellissimo racconto di Giovanni Guareschi spiega molto bene questo tipo di medico, e come può essere “neutralizzato” dal paziente. Guareschi narra come, dopo aver risposto negativamente a moltissime domande sulle sue abitudini

  • Lei fuma? - No
  • Beve vino? - No
  • Alcolici? - No
  • Mangia salame? - No
  • Fritti? - No

e così via, confessa al medico di avere un brutto vizio: ogni sera, quando lavora, mangia un intero pacchetto di mentine (caramelle). Non può proprio resistere. Naturalmente il medico gli vieta le mentine.

così ho potuto continuare a fumare 2 pacchetti di sigarette al giorno, bere vino, mangiare pane e salame, …”

Lo sterminatore di vizi vuole una vita sana per tutti, e non concede sconti, e non ha mai un moto di compassione. Ha totalmente ragione, ma noi esseri umani fallaci non raggiungeremo mai i suoi standard, quindi lo evitiamo come la peste.

L’iceberg

Nessuno, a memoria d’uomo (o di donna) l’ha mai visto ridere. Qualcuno sostiene anche che il sorriso nella foto del battesimo sia frutto dell’abilità del padre ad usare photoshop. È bravissimo, preparatissimo, aggiornatissimo, ma non ha nulla di umano.

Non ha mai sbagliato una diagnosi, e lo sa, ma non ha nulla di umano.

È sempre impassibile, e se il paziente cerca un aggancio di qualunque genere, o mostra emozioni, si limita ad ignorarlo, totalmente impassibile. I suoi collaboratori hanno anche cercato, almeno all’inizio, di farlo arrabbiare, ma senza successo. Nessuno può dire che abbia mai mostrato emozioni.

Si sta pensando di sostituirlo con un computer evoluto, ma per ora tocca subirlo (solo in casi estremi, e dopo aver provato con altri medici!)

L’amicone

Non se ne sa il motivo, ma parla sempre al plurale come il Papa. Come andiamo? Come stiamo oggi? Cosa possiamo fare per questa malattia? È un simpatico, o almeno lo pensa. L’atteggiamento è sempre paternalistico, ma in fondo lo fa per gentilezza.

Di solito è un uomo. Giovane o meno giovane, la cultura e l’atteggiamento sono da “vecchia scuola”. Le segretarie sono almeno due: una fa il lavoro normale e l’altra lo segue passo passo. Altrimenti c’è un giovane medico che lo assiste, a cui spiega tutto, trattando anche lui un po’ da deficiente. Con le donne è anche galante, mai invadente, e sempre un po’ condiscendente perché è convinto che le donne siano un po’ inferiori.

Però si sente molto femminista: lui l’8 marzo compra quintali di mimose!