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Sto malissimo!

Sto malissimo! - Dottore, mi ascolti!

Parole ed emozioni

Storia

Come sai, Giorgio si è rotto una gamba, e volevo andare a trovarlo in ospedale. Però, dopo aver parlato con la moglie, ho deciso di aspettare almeno una settimana. Immaginavo che fosse una cosa dolorosa, ma davvero non credevo di trovarlo così giù, praticamente depresso.

Ho cercato di consolarlo. “Mi hanno detto che tornerai come nuovo, ci vuole un po’ di pazienza

E lui mi ha risposto: Sì, guarirò. Me l’hanno detto. Tra 28 giorni mi tolgono il gesso. Ti rendi conto? 28 giorni! 672 ore! E poi ci vorrà un mese di riabilitazione. Altri 30 giorni. Altre 720 ore. In totale fanno 1392 ore. 83520 minuti prima di essere completamente guarito!

Cosa potevo dirgli? Anche se sono suo fratello, e il suo migliore amico, non ho saputo proprio come aiutarlo! Secondo te, riuscirà a reagire?

Domande

Secondo voi, l’atteggiamento di Giorgio aiuta o peggiora la guarigione? E perché?

Risposte

Secondo voi, l’atteggiamento di Giorgio aiuta o peggiora la guarigione? E perché?

Per quanto comprensibile, l’atteggiamento di Giorgio peggiora nettamente la sua situazione.

Il modo di parlare è condizionato dallo stato d’animo, e quello di Giorgio è palesemente negativo. Ma quello che molti dimenticano è che il nostro modo di parlare condiziona anche il nostro stato d’animo: c’è un rapporto di reciprocità tra verbalizzazione e stato d’animo.

Giorgio esprime la sua guarigione al futuro, rendendola sempre più lontana nel tempo. Noi sappiamo, ad esempio, che gli obiettivi, per rendere più semplice il loro raggiungimento, vanno espressi in indicativo presente.

Inoltre Giorgio, contando i giorni, le ore e addirittura i minuti, produce numeri enormi, quasi inimmaginabili. O si mette a fare il conto alla rovescia dei minuti, o si auto-prospetta un tempo infinito, che deprimerebbe chiunque.

E poi Giorgio di concentra solo sulla completa guarigione, mentre per motivare se stesso dovrebbe porsi piccoli traguardi e concentrarsi sui miglioramenti che può ottenere man mano.

Infine sono stati dimostrati i meccanismi chimici e ormonali associati a quello che definiamo “effetto placebo”: la convinzione di guarire, la fiducia nel medico, lo stato d’animo positivo determinano mutamenti chimici che facilitano l’effettiva guarigione.