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Tra due alternative …

Tra due alternative … - Dottore, mi ascolti!

Per affrontare un serio problema di salute sembrano esserci due sole alternative, ma …

Una visita dal medico: il problema di salute c’è, è serio. Difficile porre domande. Un po’ l’ansia, il timore, un po’ l’atteggiamento del medico che dà informazioni, ma sembra infastidito dai quesiti e dalle incertezze del paziente.

Si torna a casa, e ovviamente si guarda su Internet. Le informazioni non mancano, anzi. È davvero complesso farli largo nel fiume di pagine e notizie e ancor più complesso districarsi tra le informazioni vere e le bufale.

Poi saltano agli occhi una serie di pagine, di siti, che dichiarano, con dovizia di dati, come siamo noi stessi a procurarci malattie. No, non parlano del mal di stomaco della domenica o della nausea del venerdì. Raccontano come ci procuriamo i tumori, o altre patologie gravi. Si cerca di capire. I familiari sono attoniti e un po’preoccupati. Si sentono colpevoli.

Per il paziente è anche peggio. Si sente per lo meno un perfetto idiota.

Poi ci sono quelli che offrono saggi consigli su alimentazione, acqua alcalina, centrifugati. Così si compra la centrifuga, si cerca l’acqua ad hoc, e al supermercato ci si impegna, leggendo ogni etichetta, cercando ogni dettaglio, al punto che fare la spesa non richiede più il solito paio d’ore, ma una giornata intera.

Si prova col medico di base. Così, tanto per provare a capirci qualcosa. Prova a partecipare: ci conosciamo da anni, ma alla fine rimanda allo specialista e raccomanda di seguire rigorosamente la terapia, se c’è una terapia.

L’amica informata suggerisce un po’ di tutto, aumentando la confusione.

Poi arriva l’articolo con l’intervista al luminare che afferma che la depressione peggiora drasticamente la situazione. Ma, ovviamente, nessuno si preoccupa di tracciare la differenza tra ansia e tristezza legate alla malattia e la depressione.

Ma perché devo scegliere tra seguire una terapia che mi fa star male e di cui non capisco nulla, e nessuno mi spiega alcunché (però devo firmare i moduli del consenso informato) e affidarmi ad avventure esoteriche che mi promettono la guarigione se risolvo il karma drammatico dei miei antenati o i problemi del mio matrimonio?

Perdonate lo sfogo e l’ironia. In realtà io sono fortunata: la laurea in CTF mi consente di comprendere gli aspetti farmacologici delle terapie e i molti anni impegnati nello studio della crescita personale mi consente di discriminare con una certa tranquillità, e poi aiuta la laurea in chimica degli alimenti del marito.

Però in questi mesi di sfoghi simili ne ho sentiti tanti, e mi chiedo se sia possibile percorrere la via mediana citata da Lao Tse, Confucio e altri saggi. In medio stat virtus: l’ho studiato a scuola.

E sì, esiste un altro modo. Molti medici lo dimostrano, molti pazienti lo possono testimoniare. Però, come sempre, la saggezza bisbiglia laddove la sicumera strepita.