Tu o Lei?

Tu o Lei? - Dottore, mi ascolti!

Medici e personale paramedico dovrebbero dare del tu o del lei al paziente? E perché?

Per quanto possa sembrare cosa da poco, dare del tu o del lei influisce moltissimo sulla relazione tra paziente e medico o tra paziente e operatore sanitario, e incide sullo stato d’animo e sulle reazioni del paziente.

In linea di massima in sala operatoria, o nelle situazioni in cui il paziente è poco presente, si usa il nome anziché il cognome e si dà del tu: questo perché la stragrande maggioranza di noi reagisce, quando è dominante l’inconscio, molto più al nome. Col nome ci si identifica, e il nome è quello generalmente usato dai nostri genitori quando eravamo bambini. Non so se ci siano studi in culture dove, ad esempio, esiste un nome da bambino ed uno da adulto o se qualcuno ha provato cosa accade usando soprannomi o nomignoli.

A parte questo, però, non è facile definire se è opportuno dare del tu o del lei al paziente e molti hanno teorie, spesso fantasiose: il paziente si sente più coccolato e protetto dandogli del tu, oppure meglio dare del lei per potenziare la dignità del paziente, o ancora c’è chi ragiona “per fasce d’età” dando del tu a bambini e anziani e del lei agli adulti.

Medici e, soprattutto, personale paramedico, finisco per crearsi abitudini e usare il tu o il lei a seconda di come loro si trovano più a loro agio.

È la strada migliore? Decisamente no.

Che fare, allora?

Innanzi tutto bisogna abituarsi alla flessibilità: per ogni paziente va scelto se dare del tu o del lei, dimenticando abitudini consolidate e ricordando che l’obiettivo è il benessere e la piena partecipazione del paziente.

Per effettuare la scelta, sono sicuramente di aiuto l’età e il livello sociale e culturale del paziente, ma basandosi solo su questi criteri si possono prendere cantonate clamorose. Si può anche “andare per tentativi”, scegliendo la formula che a voi piace di più e osservando attentamente la reazione del paziente che, tramite la comunicazione non verbale, esprime sicuramente se gradisce o è infastidito.

Infine, e generalmente molto più utile di quanto indicato prima, è riconoscere lo stile sociale del paziente (argomento di cui abbiamo già parlato, e parleremo ancora). Ad esempio, dare del tu ad una persona con stile sociale direttivo è assolutamente controproducente, mentre è molto positivo farlo con una persona con stile sociale espressivo, purché siate disposti ad accettare che anche lui vi dia del tu …